Italia
Gianluigi Paragone
"Continueremo a vederlo da casa, il Mondiale. Ed è meglio così credetemi. Tre partite giocate, due perse con squadre di scappati di casa e una vinta contro dei mediocri più di noi. (...)". 25/06/2014
"E' urgente intervenire per contenere l'elevata pressione fiscale che è ostacolo alla crescita economica". Lo ha detto Pier Carlo Padoan, che è il ministro dell'Economia e non il titolare del bar sport sotto casa. Padoan parla come il compianto filosofo dell'ovvio Massimo Catalano, personaggio stupendo nel circo arboriano di Quelli della Notte. Catalano era quello che sentenziava "È molto meglio sposarsi con una donna ricca, bella e fedele che sposare una brutta, povera e pure stracciona". Ecco, Padoan/Catalano fa lo stesso: con le tasse alte non si cresce. E ancora: "un fisco più equo aiuta i cittadini onesti". Grazie tante" (...) 23/06/2014
La visita di Matteo Renzi nel nordest dei capannoni è un fatto politico che lascerà un segno profondo. Dopo decenni passati a rincorrere il centrodestra della premiata ditta Berlusconi-Bossi, il centrosinistra si ritrova con un consenso marcato e con un leader capace di attrarre consenso (...). 17/06/2014
Non c’è niente da fare: siamo fatti così… Del Mose e dell’Expo ogni giorno veniamo a conoscere personaggi e fatti che confermano lo scarso lignaggio della classe dirigente italiana e la trasversalità dell’abbuffata. Con nomi e profili del genere è davvero difficile pensare a una ripartenza ed è più semplice invece comprendere l’arrendevolezza dei politici verso l’Europa dei burocrati e dei poteri forti. Fiscal compact, fondo salva stati, fondo di garanzia, pareggio di bilancio: questioni troppo ostiche per essere studiate quando poi basta e avanza pigiare un pulsante perché non c’è spazio di discussione. Meglio spartirsi quello che c’è, meglio accontentarsi di quel che resta sul tavolo italiano. 10/06/2014
Per fortuna lo dice anche Bankitalia: la Tasi sarà una legnata. Comporterà un aumento del prelievo fiscale del 60%. Altro che meno tasse. 30/05/2014
Trovo ridicole le lacrime di coccodrillo sul rigore imposto dall'Europa. L'Europa deve cambiare, dicono Renzi e gli altri premier. 28/05/2014
Nessuno ha saputo prevedere la portata del renzismo sugli italiani; nemmeno lo stesso Renzi. Renzi ha vinto perché ha dapprima contagiato gli italiani col suo entusiasmo di politico nuovo e poi li ha convinti con gli 80 euro come fossero l’inizio di una nuova stagione. 26/05/2014
Sulla Tasi assistiamo a un altro fallimento dello Stato tassatore: i cittadini usati come bancomat a prescindere. In un Paese normale le norme fiscali non generano confusione perché le aliquote e i tempi di pagamento sono certi fin da subito. Siccome qui si usano le tasse per fare cassa, si fa il contrario e ai cittadini-sudditi non resta che impazzire se non vogliono finire sul banco degli evasori! È una vergogna. (...) 19/05/2014
Siccome le chiacchiere stanno a zero, come dicono a Roma, ecco i numeri della ripresa: nel 2014 non ci sarà nessuna luce in fondo al tunnel, al contrario delle previsione da maga magò. Il Pil trimestrale arretra dello 0,1 per cento. Quello annuale dello 0,5. (...) 16/05/2014
Abbiamo un ex ministro dell'Interno che si scopre detenere in casa un archivio con informazioni sensibili e riservate. Si tratta di Claudio Scajola. Di Scajola - detto U Ministru - dicevano che parlasse ai suoi nemici dicendo: State attenti, so tutto di voi. 12/05/2014
Siamo passati dall’Enrico stai sereno al Matteo sta sereno. Sereno… quasi immobile. Già, perché in settanta e passa giorni dal suo insediamento il governo del turbopremier va ad una velocità normale. Una velocità lettiana. Che fine ha fatto l’energico premier che rifiutava la palude? Che scadenzava i suoi impegni passando dai fogli excell alle slide per dimostrare quanto fosse facile governare l’Italia (...) 08/05/2014
"I sindacati non mi fermeranno". Lo ha dichiarato in una intervista al Corriere un presidente del Consiglio che ha visto poi la più plastica e plateale sconfitta di quella roba che continuiamo a chiamare Stato. Un capo ultrà che detta legge sotto gli occhi del premier e del presidente del Senato (seconda carica dello Stato...) nonché ex procuratore antimafia è un grandissimo spot a favore della criminalità organizzata. E non mi venite a dire che il premier non poteva sapere cosa stava accadendo, perché altrimenti tanto vale spegnere ogni potere legale. Un presidente del Consiglio che non sa in tempo reale il casino che sta accadendo significa che è un burattino! 04/05/2014
Si scrive home banking, si legge licenziamenti e meno servizi. Eccola l’ultima tappa della rivoluzione delle banche, fatta con i migliori spot televisivi e le più belle parole nelle campagne pubblicitarie. Con la scusa della ristrutturazione le grandi banche si prestano a chiudere 1500 filiali e quindi a lasciare a casa – in qualche modo – migliaia di lavoratori per la felicità dei mercati che premiano sempre i cannibali. 27/04/2014
I casi sono due: o quelli di prima erano dei bidoni assoluti oppure Matteo Renzi è un fenomeno interplanetario e quindi bisogna levarsi il cappello. Sembra infatti che il premier stia rivoluzionando con grande seplicità l’impero di gomma della politica, della burocrazia e di tutto quanto prima andava storto. Non sorprende pertanto che i sondaggi lo premino con un abbondante 35%, quota che se si materializzasse nell’urna sarebbe un record assoluto per il partito democratico. La consunzione del centrodestra berlusconiano, l’austerità ottusa di Monti e il grigiore di Enrico Letta sono le macerie ideali per la turbopolitica di Renzi. (...) 21/04/2014
Francesco Caio rappresenta banche d'affari ed è pronto a servire il piatto della privatizzazione di Poste, cioè di una banca con parecchia liquidità. A chi? Beh, fuori dalla porta ci sono merchant bank che fanno la fila per quel risparmio privato. 15/04/2014
Com’era prevedibile, le banche italiane si sono ribellate contro la decisione di Renzi di aumentare la tassazione legata alla rivalutazione di Bankitalia. Beh, care banche, benvenute nella giungla italiana della tassazione. In linea di principio la presa di posizione contro questo cambio in corsa ci sta tutta, se non fosse che per tutti i cittadini italiani l’andazzo è così da tempo. Non c’è governo o stagione politica in cui il Palazzo non abbia cambiato le carte in tavola. Stavolta è toccato a loro e – onestamente – non ci stracciamo le vesti. Del resto non mi risulta che le banche avessero in passato solidarizzato con le imprese o con le famiglie per i magheggi fiscali, anzi tutt’altro. 10/04/2014
Vale ancora la pena investire in una laurea? E’ la domanda che mi pongo tutte le volte che vedo quella marea umana speranzosa in un’ammissione al corso universitario.Sessantacinquemila giovani per diecimila e cinquecento posti disponibili. Ne vale davvero la pena? 09/04/2014
Dunque abbiamo uno Stato che mostra muscoli e fa la faccia arrabbiata contro i nuovi terroristi serenissimi, una specie di Eta in salsa veneta. Basta guardare le foto per capire la reale entità di questa cosa. Diciamo che si tratta di una operazione politica che vale tanto quanto il furore di quella pattuglia di simil Rambo arrestati: zero. 04/04/2014
Solo nel biennio 2012-2013 allo scopo di rilanciare l'economia reale sono state scritte leggi che, distese, coprirebbero 50 campi di calcio. (...) 26/03/2014
L’exploit della Le Pen in Francia è la replica del famoso botto (quello che Napolitano non sentì) di Grillo. E pure l’astensionismo va letto come un rifiuto verso le politiche folli comandate da burocrati e banchieri. I cittadini hanno voglia di parole chiare: o si sta con l’Europa della Troika e dei suoi governi vassali (ed è l’unica Europa che esiste) oppure si sta contro. In mezzo si contano solo i morti. 24/03/2014
Nell’Italia di suor Cristina mi sa che forse nemmeno un miracolo basta. Al grande capo delle Ferrovie italiane – Mauro Moretti – 850 mila euro all’anno di stipendio non bastano. Ha minacciato di andarsene. L’imprenditore Diego Della Valle gli ha risposto di passare dalle parole ai fatti. 24/03/2014
Cosa è più Made in Italy dell’Italia stessa? Sembra una domanda trabocchetto ma non lo è. Il dibattitto è tornato di moda dopo l’oscar a La grande bellezza, un film che mette in risalto il valore del patrimonio italiano e nello stesso tempo il degrado umano di chi, quel patrimonio, lo dovrebbe gestire. Prendersela con la classe politica non basta. Se il turismo non decolla è per colpe generali e diffuse. Gli abusi edilizi o l’incuria del territorio sono un malcostume che parte dalla nostra estraneazione al Bello, nel senso che se si sfregia una cosa bella significa che non la si rispetta come tale. 19/03/2014
I sentiment che RealPost sta raccogliendo sull’euro mi incuriosiscono parecchio. Penso che siamo sul vero e unico argomento politico che meriti attenzione. Da questi sentiment emerge un malcontento. Però, cari professionisti che state su questo sito, ora è bene guardarci negli occhi e dirci la verità. E’ solo un mal di pancia, è solo il rinculo della crisi, oppure avete capito il progetto folle che ci sta sotto? 15/03/2014
Il taglio del cuneo fiscale sta al rilancio dell'economia reale come la vendita delle auto blu su eBay sta ai tagli agli sprechi della politica... Ribadisco: in un momento di crisi profondissima 10 miliardi non sono niente. Tanto più che Renzi sta facendo girare gli stessi soldi già previsti da Letta. Il taglio del cuneo fiscale di un governo di rottura deve essere del 10% non di 10 miliardi! In questa fase la creazione del denaro DEVE TORNARE nelle disponibilità di uno Stato sovrano, non può dipendere dalle banche. Il coraggio di una classe politica si vede dalla lungimiranza delle proprie scelte in campo economico. 13/03/2014
Cosa volete che siano 10 miliardi a fronte di una emergenza occupazionale che non ha eguali negli ultimi tempi. Siamo ancora alle vecchie parole di Letta, «il governo della palude». Siamo alla riciclaggio dei soliti quattro soldi venduti come nuovi. Se Matteo Renzi pensa davvero di provocare uno shock con il primo pacchetto fiscale annunciato si sbaglia di grosso. Dieci miliardi di cuneo fiscale non promuoveranno alcunché. Sia chiaro! Nemmeno se dovessero finire nelle tasche dei soli lavoratori. Quei soldi in più in busta paga rischieranno di essere girati non per il rilancio dei consumi ma per il pagamento di debiti contratti fonte di preoccupazioni e ansie. 11/03/2014
Saccomanni al Corriere afferma che “non esiste una possibilità su un milione che le regole vengano cambiate”; Padoan al Sole ribadisce che il tetto del 3% non sarà superato. Del resto lo stesso nuovo premier non ha mai manifestato apertamente la possibilità di scollinare quel limite. Dunque quei soldi che prima non c’erano non cadranno dal cielo solo per effetto del renziano #cambiamoverso. 07/03/2014
"Vorrei mandare a fare in culo quelli che ce l’hanno con l’Europa, quelli che sento blaterare cose oscene”. Firmato Mario Mauro, ex ministro della Difesa. Per fortuna l’ha affermato in uno studio televisivo, a Raitre, così che ci sarà risparmiata la smentita o la lagna del “sono stato frainteso”. 04/03/2014
Mettiamo un po' di ordine alle cose. Quando dicevamo che la rivalutazione di Bankitalia era un modo per dare soldi veri alle banche italiane anche in vista degli stress test, la risposta del governo e della maggioranza (il cui dna ha generato questo Renzi I) era stata: non è vero, tutte balle. (...) 02/03/2014
Anche stavolta il governo partorirà il Salva-Roma. Sarà la terza. Ricordate quando dicevano che non si poteva separare l'abolizione dell'imu dalla rivalutazione di Bankitalia perché altrimenti, caduto quel decreto, gli italiani avrebbero pagato l'odiosa tassa? Ecco dimostrato che quando il Palazzo vuole concede il bis e pure il tris. (...) 28/02/2014
Con quali soldi si paga la Renzinomics? Lasciamo perdere tutte le valutazioni sulla consistenza o meno del suddetto piano di governo, restiamo agli annunci. Pronti via, 34-35 miliardi per tagliare il cuneo fiscale di dieci punti; poi ci sarebbero i soldi per pagare tutti i debiti della Pubblica amministrazione e poi ancora soldi per le scuole e – tantissimi – per il lavoro. Più tutti gli impegni già pendenti. 25/02/2014
Non bastavano le larghe intese dei partiti moribondi, ecco a voi le larghe intese dei poteri coccodè. Chez Renzi. Il Paese ovviamente resta fuori, spettatore sempre più inacidito e deluso. Alle prossime elezioni europee vedrete se non commenteremo astensionismo a piene mani e buone percentuali per i movimenti anti-euro e anti-austerity. Al che i Nostri tireranno fuori dal cilindro le solite frasi tipo "Urge una riflessione". Buonanotte al secchio... (...) 25/02/2014
TEMI IN EVIDENZA
SENTIMENT IN LAVORAZIONE
OGGIPROVA
ITALIA dietro la lavagna chi